27 Gennaio 2009

Solo una storia.

Hai 18 anni, e già pochi capelli.
Sei povero, e hai una piccola ragazzina, di due anni più giovane, che ti ama alla follia.
Che ami.
Ma domani è un giorno duro, perchè ti aspetta la naia.
Perchè la naia, a quei tempi non significa schiuma da barba nelle scarpe degli sfigati.
Il passo verso il fronte è breve; sei giovane e dentro di te hai l' incoscienza e la paura.
Lo dice, quel microfono. L' Italia è in guerra. "Vinceremo", dice. Ma dall' alto di un balcone è tutto cosi semplice.
Non per te, che sei poco più che un ragazzino, gracile, e ti ritrovi un fucile tra le mani, in un paese lontano.
A mirare piccoli uomini come te, ma nati da un' altra parte.
Chi l' avrebbe mai detto che la Grecia, 50 anni dopo, sarebbe stata calda e turistica.
Per te, ha il colore della morte e del sangue.
Stringi i denti, resisti. Sopravvivi.
Arriva l' 8 settembre. E' il 1943.
Tutti festeggiano, tu no.
Tu sei un militare, sei il nuovo nemico, carne da prigionia.
Il viaggio sul treno merci è duro, hai fame e in cambio ti danno solo calci in bocca.
Polonia.
Devi lavorare, la guerra non è ancora finita, la tua nuova casa è dentro una fabbrica di munizioni.
Quei proiettili, spareranno nel tuo paese. Lo sai, ma è l' unico modo per sopravvivere.
Poi, la situazione peggiora. sei pur sempre un militare e sei prigioniero.
Non mangi.
Non dormi.
Non vivi.
Voglia di tornare a casa.
Botte. Botte. Botte.
Poi, la vita è fatta di scelte, dicono; il tuo unico modo per sopravvivere, è quello di combattere.
Impugnare un nuovo fucile, per una nuova bandiera, quella tedesca.
Ti rifiuti, e come te, tutti gli altri.
La vita è fatta anche di scelte contrarie, dicevo.
Alcuni muoiono.
Di stenti, di fame, di paura, di pallottole.
Tu resisti.
Fino a quando arrivano i Russi per liberarti; ma sei in Polonia, e sei dannatamente lontano.
Ti avrebbero raccontato di treni veloci, di aerei, oggi.
Allora, c' erano solo le tue gambe.
4 mesi, dura il viaggio a piedi fino a casa.
Non puoi dormire.
Sulla stessa strada, i tedeschi stanno tornando a casa, e sono incazzati neri.
Tu sei Italiano, come il rosso per i tori.
Quante notti dura un periodo di 4 mesi?
Voci nemiche, nascondersi. Ti avranno sentito? Ti avranno visto?
Ma sopravvivi, qualcuno ti aiuta, la maggior parte ti cerca.
Ma non ti trova.
Arrivi a casa.
Sono passati 3 anni abbondanti.
Rivedi quella ragazzina; è cambiata molto, si. Ma è lei.
La guardi e, senza salutarla, le dici: "mi vuoi sposare?"
Nessuno ti avrebbe detto di no, credimi.
Neppure lei.
La sposi, due giorni dopo.
E tre giorni dopo hai un nuovo fucile in mano, questa volta è il tuo. E' per la tua bandiera.
La guerra non è finita.
Gli americani partono dal basso, qui c' è solo nebbia e fascisti e tedeschi e imboscate.
Perchè i tedeschi sono incazzati, ma noi italiani lo siamo molto di più.
E col cazzo che gli lasciamo le nostre case.
Col cazzo che gli lasciamo le nostre donne.
Col cazzo, c' è l' Italia da fare.


Stamattina, tutto questo ha avuto un senso in più.
60 anni son passati, troppi vero?
Vero.
Ma gli uomini con le palle come te, non ci sono più.
Da un pezzo.

Ciao.

7 commenti

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